CONVITTO NAZIONALE D.Cotugtno


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Cella di S.Bernardino

Cella di S.Bernardino

Nel Convitto Nazionale "D.Cotugno" è situata la cella dove morì nel 1444 San Bernardino da Siena.

Canonizzato nel 1450, cioè a soli sei anni dalla morte, nacque nel 1380 a Massa Marittima, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Vestito l'abito francescano dell’Ordine dei Minori, divenne uno dei principali propugnatori della riforma dei francescani osservanti.
Evangelizzò le folle con la parola e con l’esempio e diffuse la devozione al santissimo nome di Gesù, esercitando instancabilmente il ministero della predicazione con grande frutto per le anime. Stenografati con un metodo di sua invenzione da un discepolo, i discorsi in volgare di Bernardino sono giunti fino a noi. Anche dopo la sua morte, avvenuta ad Aquila, nel 1444, Bernardino continuò la sua opera di pacificazione. Infatti il suo corpo dentro la bara cominciò a versare sangue e il flusso si arrestò soltanto quando le fazione della città si rappacificarono. Il 30-4-1444 s'incamminò verso L'Aquila, ovunque accolto con venerazione. Nel convento dell'isola del Trasimeno trascorse tre giorni in colloquio con il suo discepolo, S. Giacomo della Marca. A Piediluco (Temi) fu assalito da dissenteria. A due miglia da L'Aquila, la sera del 19 maggio, non fu più capace di stare in sella. Disteso sopra un mucchio d'erba, all'incombere della notte, vide venirgli incontro un eremita lacero e con tre corone sulla testa. Capi che era Celestino V che quel giorno gli aquilani festeggiavano come loro santo patrono. Dopo aver passato la notte insonne nel convento di S. Silvestre, il morente fu portato in barella a L'Aquila, nel convento di S.Francesco. Fu posto nella cella che era stata di S. Giovanni da Capestrano. In essa morì verso sera, disteso per terra sopra il mantello. Il suo corpo rimase esposto per 26 giorni all'entrata della chiesa e operò 32 miracoli. Non era ancora stato seppellito quando si verificò in città una sommossa popolare. Bernardino, che aveva sempre desiderato di dare una libbra del suo sangue per il bene della pace, cominciò allora a emettere dalle narici una fontana di sangue che colmò la bara e si riversò per la chiesa. Alla notizia del miracolo la sommossa si sedò e i condannati a morte furono rimessi in libertà. Il corpo di Bernardino da Siena è venerato incorrotto nel mausoleo della basilica omonima, iniziata a L'Aquila quattro anni dopo la canonizzazione di lui. Gli era stata decretata da Niccolò V nella Pentecoste del 1450 in seguito alle richieste di Alfonso I d'Aragona, della repubblica senese e di S. Giovanni da Capestrano, che a prova della santità del confratello si diceva disposto a subire la prova del fuoco.


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